Regime dei minimi




Il regime dei minimi (detto anche “forfettino), in vigore dal 1/1/2008, viene istituito con la legge finanaziaria del 2008 (legge 244/2007) con la quale viene data la possibilità ai contribuenti (persone fisiche) di svolgere l’attività semplificando al massimo gli adempimenti relativi I contribuenti che aderiscono a questo regime non sono più
tenuti a versare l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali, l’IVA e l’IRAP.
Il nuovo regime prevede l’applicazione solo di un’imposta sostitutiva del 20 per cento (5% a partire dal 1/1/2012 per i contribuenti che rispettano alcuni nuovi requisiti di cui si tratta in appresso) sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi, spese sostenute, plusvalenze e minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione.
Ai contribuenti aderenti al regime dei minimi si applica il “principio di cassa” ovvero i ricavi ed i costi hanno rilevanza nel periodo d’imposta in cui vengono incassati o pagati, novità di rilievo per i redditi d’impresa che hanno sempre rilevato costi e ricavi in base al “principio di competenza”. Questo comporta un’immediata ed integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali.
I contributi previdenziali si possono dedurre per intero dal reddito ed è ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.
I contribuenti minimi sono inoltre esonerati:

- dall’applicazione degli studi di settore;

- dagli adempimenti IVA: niente versamenti, dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri. Le fatture devono essere emesse senza l’addebito dell’IVA e l’imposta sugli acquisti non può essere detratta, trasformandosi così in un costo deducibile dal reddito. Ovviamente questo esige un’attenta analisi preventiva prima di aderire a questo regime. Il contribuente che acquista beni e li rivende a soggetti passivi IVA è obbligato a ricaricare i beni rivenduti del costo dell’IVA senza poter consentire all’acquirente la deducibilità della stessa e questo pone un limite importante; Esempio:
Acquisto bene a 100+ IVA 20; Totale costo 120. La cessione deve avvenire almeno a 120 per pareggiare il costo d’acquisto e tale importo diventa costo per l’acquirente. Ora, l’acquirente in regime normale IVA, preferirà acquistare il bene a 100 più IVA da un contribuente in regime normale anzichè da un contribuente che ha adottato il regime dei minimi in quanto il costo che andrà a sostenere è pari a 100 nel primo caso (acquisto da contribuente in regime normale) e a 120 nel secondo (contribente minimo). In buona sostanza il regime non è mai consigliabile ad esempio per i commercianti che rivendono beni ad utilizzatori professionali perchè normalmente questi perdono in termini di competitività almeno l’importo dell’IVA (che può variare dal 4% sino al 20%). Attenzione le fatture di importo superiore ad € 77,47 devono essere assoggettate all’imposta di bollo (€ 1,81)

- dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e dall’invio degli elenchi
clienti e fornitori. Gli unici obblighi per i contribuenti minimi sono quelli relativi alla numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, alla certificazione dei corrispettivi, e alla conservazione dei documenti emessi e ricevuti.

- in caso di acquisti intracomunitari i contribuenti minimi devono però versare l’IVA relativa al reverse charge conseguente all’acquisto intracomunitario e sono comunque soggetti alla presentazione dell’elenco INTRASTAT.

Per esser contribuenti minimi occorre avere un volume d’affari inferiore a 30.000 euro ragguagliati ad anno.
Altra condizione è riferita al valore di acquisto di beni strumentali che non deve superare l’importo di 15.000 nei tre anni precedenti.

Le nuove condizioni stabilite a partire dal 2012 sono le seguenti:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attivita’ di cui al comma 1, attivita’ artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
b) l’attivita’ da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attivita’ precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attivita’ precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
c) qualora venga proseguita un’attivita’ d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

Sempre a partire dal 2012 sono ammessi al regime solo coloro i quali hanno iniziato l’attività dopo il 31/12/2007 e solo per i primi cinque anni d’attività od entro il compimento del 35esimo anno di età.

Una interessante nuova disposizione che è stata emanata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate solo il 23 dicembre 2011 è che i nuovi minimi possono evitare l’applicazione della ritenuta d’acconto semplicemente dichiarando al sostituto d’imposta che i redditi corrisposti sono soggetti ad imposta sostitutiva.

Esistono diverse attività che sono escluse dal regime dei minimi: Agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633/1972)
Vendita sali e tabacchi (art. 74, primo comma del D.P.R. n. 633/1972)
Commercio dei fiammiferi
Editoria
Gestione di servizi di telefonia pubblica
Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta
Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 (art. 74, sesto comma del D.P.R. n. 633/1972)
Agenzie di viaggi e turismo (art. 74-ter del D.P.R. n. 633/1972)
Agriturismo (art. 5, comma 2, della legge 413/1991)
Vendite a domicilio (art. 25-bis, comma 6, del D.P.R. n. 600/1973)
Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (art. 36 del D.L. n. 41/1995)

Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione (art. 40-bis del D.L. n. 41/1995)

La scelta del regime dei minimi deve essere attentamente valutata per non incorrere in sorprese durante lo svolgimento dell’attività o al momento della compilazione dalla dichiarazione dei redditi. Per questo il nostro studio è a tua completa disposizione per offrirti un parere gratuito in merito alla valutazione di convenienza, inoltre possiamo assisterti nell’inizio di attività e nella completa gestione contabile. Clicca qui per richiederci un preventivo ed approfondire le possibilità che ti vengono offerte dal nostro studio.

Pubblicato in Generale | Lascia un commento

Conferimento azienda in Srl – Possibile escludere debiti e crediti



Il conferimento d’azienda in una Srl presuppone la redazione di una
relazione giurata di stima dei beni conferiti ed allo scopo va nominato un esperto ex art. 2465 del C.C. che andrà a determinare quali beni dell’azienda saranno conferiti nella costituenda Srl.

In merito al quesito circa il conferimento dei debiti e dei crediti trovano applicazione gli articoli 2558, 2559 e 2560 del codice civile che recitano:
Art. 2558
Successione nei contratti
1. Se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa (2112) che non abbiano carattere personale. (1) (2)
2. Il terzo contraente può tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità dell’alienante.
3. Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dell’usufruttuario e dell’affittuario per la durata dell’usufrutto e dell’affitto.
Art. 2559
Crediti relativi all’azienda ceduta
1. La cessione dei crediti relativi all’azienda ceduta, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese (2188). Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona fede all’alienante.
2. Le stesse disposizioni si applicano anche nel caso di usufrutto dell’azienda, se esso si estende ai crediti relativi alla medesima.
Art. 2560
Debiti relativi all’azienda ceduta
1. L’alienante non è liberato dai debiti, inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta, anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito.
2. Nel trasferimento di un’azienda commerciale (2556) risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente dell’azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori (2114 s.).

Dall’analisi delle predette prescrizioni deriva esclusivamente che le norme regolano efficacia e responsabilità, rispetto ai terzi coinvolti, relativamente alle poste conferite mentre nessuna norma stabilisce l’obbligo di conferimento di tutti i beni dell’azienda.
Ritengo pertanto che l’imprenditore possa liberamente scegliere se conferire i crediti ed i debiti dell’azienda o decidere di conferirne anche una sola parte di essi.

Pubblicato in Società | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati

Consulenza Commercialista per inquadramento Nuova Attività Consulente informatico




Gentile Sig. XXXXXXXXXX,

abbiamo ricevuto la seguente richiesta di consulenza:

Salve, ho acquisito nel tempo una certa conoscenza nel campo informatico e vorrei mettere a frutto queste mie conoscenze per guadagnare un poco. Ora, non avendo ancora un giro di clientela, e non volendo pagare sin da subito 2.800 di contributi di inps artigiani, potrei aprire come libero professionista(consulente informatico) così da pagare solo sugli effettivi guadagni? In caso dovessi acquistare dei pezzi da cambiare potrei acquistarli a nome del clienti ed indicare sulla fattura semplicement

Le formuliamo in merito la seguente risposta.
Nel caso prospettato è possibile impostare l’attività come “consulenza informatica”. L’inquadramento in questione non presuppone l’iscrizione all’INPS artigiani ma solo alla gestione separata.
L’inquadramento complica solo gli adempimenti per il suo cliente: presupporrebbe infatti l’applicazione della ritenuta d’acconto, che il cliente dovrebbe operare e versare, del 20% sulle prestazioni eseguite; questi dovrebbe anche presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770.
Al fine di ovviare a quanto detto, si potrebbe però inquadrarla nel regime delle nuove iniziative produttive, cosa che eviterebbe ai clienti l’applicazione della ritenuta d’acconto per i primi tre anni.
Questa, a mio avviso sarebbe la soluzione preferibile che comporterebbe:
- Applicazione imposta sostitutiva del 10% per i primi tre anni sul reddito conseguito (applicazione del sistema di “cassa”)
- INPS in ragione del 24,72% sul reddito effettivamente percepito senza alcun contributo fisso
- No diritti Camera di Commercio
- Tenuta della contabilità professionisti ed IVA
- Applicazione dell’IVA con versamento una volta all’anno
- Costi di gestione contabile oltre IVA e CPA 4% (in base alle fatture emesse e ricevute):  60 euro/mese sino a 50 documenti/anno, 70 euro/mese sino a 80 documenti, 80/euro /mese sino a 125 documenti.

Per quanto riguarda gli acquisti di materiale informatico, questo dovrà essere fatturato direttamente al cliente dal suo fornitore. In caso contrario, l’attività non sarebbe più di consulenza, ma artigiana o di commercio. In ogni caso il grossista non potrebbe fatturare a lei, quale rivenditore od installatore, non essendo lei iscritto alla Camera di Commercio.

Se interessato possiamo provvedere noi alla gestione completa, alle tariffe indicate, comprendendo nel forfait lo start up che comporta l’analisi di fattibilità e le iscrizioni conseguenti.

Cordiali saluti Enrico Savia.
Se vuoi anche tu una consulenza gratuita  clicca qui

Pubblicato in Inquadramento Nuove Attività | Lascia un commento

SPA – Società per Azioni




La (S.p.A.), Società per azioni è la società in cui le partecipazioni dei soci sono espresse in azioni che sono dei titoli (normalmente cartolari) rappresentativi della partecipazione al capitale sociale della società. La S.P.A. è una società di capitali  dotata di personalità giuridica ed autonomia patrimoniale perfetta. Questi ultimi due termini significano che il patrimonio della società è totalmente autonomo per cui la stessa risponde delle proprie obbligazioni senza coinvolgere i soci.

Troviamo nella pratica tre tipi di società per azioni:

  • S.p.A. modello chiuso: si tratta delle società costituite tra un ristretto numero di soci.
  • S.p.A. modello aperto non quotata: è un tipo di società che fa ricorso al mercato dei capitali di rischio ma non tramite i mercati borsistici.
  • S.p.A. modello aperto quotata: è la società che i cui titoli vengono negoziati nelle borse nazionali od ultranazionali.

Caratteristiche

Gli elementi che caratterizzano questo tipo societario sono:

  • L’intento di limitare il rischio.
  • La presenza di azioni che rappresentano la partecipazione dei soci alla società.
  • L’ammontare minimo del capitale sociale pari ad €  120.000
  • La corporazione normativa: il legislatore impone che i poteri siano rigidamente distribuiti tra diversi organi.

Se viene meno uno di questi elementi non si considera integrata la fattispecie, e quindi non è applicabile la disciplina della S.p.a.

Strumenti finanziari

La S.p.a. rappresenta la forma più evoluta  di organizzazione e finanziamento dell’impresa. In particolare il finanziamento, oltre che attraverso l’indebitamento della società presso gli istituti di credito, può essere attratto tramite tre ulteriori mezzi di strumenti finanziari.

Gli strumenti finanziari sono i seguenti e si differenziano tra di loro principalmente in base al rischio che presentano.

Azioni

Le azioni sono dei titoli che rappresentano l’unità di misura della partecipazione sociale in una S.p.a. Le azioni sono eguali tra loro e conferiscono eguali diritti.

Si possono però creare categorie speciali di azioni, dotate di diritti diversi quali azioni di risparmio, privilegiate, le azioni correlate ad un particolare settore di affari (dette tracking stocks)

Sono ammissibili anche azioni con voto limitato o prive del diritto di voto, ma nel complesso non possono superare la metà del capitale sociale.

Le azioni sono in genere rappresentate da titoli azionari nominativi (anche se il codice civile ne parla, i titoli al portatore non sono più ammessi, salvo che per le Società di investimento a capitale variabile, SICAV. In alternativa, le azioni possono essere dematerializzate o non cartolarizzate. Le prime sono necessariamente tutte le azioni delle società quotate. Le società di tipo chiuso possono optare per la rappresentazione non cartolare dell’azione.

Strumenti finanziari partecipativi

Gli strumenti finanziari partecipativi costituiscono un nuovo canale di finanziamento della S.p.A. che il legislatore della riforma del 2003 ha predisposto. Si pongono ad un livello intermedio in quanto presentano un grado di rischio minore rispetto alle azioni, ma maggiore rispetto alle obbligazioni. Possono essere corredati di vari tipi di diritti amministrativi e patrimoniali, escluso però il diritto di voto in assemblea generale, a meno che non sia limitato ad alcune particolari materie (ad esempio solo per l’approvazione del bilancio).

Obbligazioni

Si tratta dello strumento finanziario che rappresenta il minor rischio. Hanno una remunerazione fissa a scadenze fisse e prefissate collegate a cedole. Le obbligazioni sono titoli di credito emessi in serie, tutti identici e fungibili tra loro, liberamente trasferibili, risultanti da una ampia manovra di finanziamento attuata dalla società. Si tratta di un’operazione di finanziamento cartolarizzata e parcellizzata. Le obbligazioni non rappresentano il capitale sociale della società e i possessori di obbligazioni solitamente sono privi di diritti amministrativi.

Questa breve panoramica sulla SPA intende semplicemente far chiarezza su alcune caratterisiche principali senza la pretesa di sviscerarne tutti gli aspetti.

Se il vostro intento è quello di costituire o di gestire una Spa potete, per approfondimenti,  rivolgervi al nostro studio cliccando qui.

Pubblicato in Società | 1 commento

Srl




La Srl, società a responsabilità limitata è la più semplice delle societa cosidette di “capitali”.

la Srl è un tipo di società che permette di limitare la responsabilità per le obbligazioni della stessa al solo patrimonio della società senza che i beni dei soci possano essere coinvolti per garantire i debiti della stessa. Questo ovviamente dipende dalla corretta gestione della società e dalla sua autonomia patrimoniale.

Sovente si incorre in un grave errore: costituire una Srl e poi andare a rilasciare garanzie personali da parte dei soci o degli amministratori alle banche o ad altri creditori. Quanto sopra è assolutamente da evitare, se possibile, in caso contrario potrebbe essere utile analizzare altre tipologie di società.

La gestione della società non comporta grandi complicazioni e i benefici che si possono ottenere dalla costituzione di una Srl sono molteplici:

Lati positivi:

- la Srl può avere un unico socio
- la Srl sconta imposte in percentuale fissa indipendentemente dal reddito (da 1 euro a 100.000.000 sconta sempre la stessa aliquota.
- la Srl è una società che consente in modo piuttosto semplificato il passaggio della proprietà mediante la cessione di quote.
- La Srl è obbligata al deposito del bilancio che consente ai terzi con i quali si hanno dei rapporti di poter conoscere la situazione patrimoniale ed economica che, ovviamente se positive, sono un ottimo biglietto da visita per poter concludere ottimi affari
. La Srl può essere costituita con il versamento di un capitale sociale minimo (10.000 euro). Se la società ha più soci, all’atto della costituzione è sufficiente versare in un conto vincolato presso una banca solo 2.500 euro di capitale, mentre i restanti 7.500  dovranno essere versati su richiesta degli amministratori. Se la società è unipersonale il capitale deve essere versato interamente in un conto vincolato prima della costituzione. Dopo l’iscrizione della società nel registro delle imprese sarà possibile svincolare le somme.
I soci, con la Srl sono quindi responsabili solo per il loro apporto pari al capitale sociale (nelle società più piccole quindi 10.000 euro) ed il loro patrimonio non può essere aggredito dai creditori in caso di difficoltà della societa. Per questo occorre però che l’amministrazione sia corretta e vengano rispettate tutte le norme che regolano la società (convocazione assemblea senza indugio in caso di perdite che vadano ad intaccare il capitale della società, Corretta tenuta della contabilità, etc.) altrimenti i soci o coloro che hanno la carica di ammintratore potrebbero essere coinvolti, in caso di dissesto della società, personalmente ma mai come soci ma come amministratori per eventuali “azioni di responsabilità”.
- La Srl di piccole dimensioni non necessita di organi di controllo quali revisori contabili o Collegio sindacale, che sono obbligatori per tutte le altre forme di società di capitali, per cui anche i costi relativi sono evitati;
- Con le ultime modifiche la Srl può essere artigiana (quindi vantare ad esempio privilegi per i crediti vantati ottenendo il pagamento prima di altri creditori);
- La Srl consente anche di poter inquadrare contributivamente i soci lavoratori nelle gestioni commercianti od artigiani dell’INPS con un abbattimento delle aliquote, rispetto ad altri inquadramenti quali ad esempio la gestione separata;

Lati negativi

- La Srl deve assolvere a diversi adempimenti cui altre forme di impresa non devono sottostare quali: Obbligo di contabilità ordinaria, obbligo del deposito del bilancio d’esercizio, obbligo della tenuta di libri sociali, obbligo della chiusura passando dalla fase di liquidazione.
- Maggiori oneri fissi quali: assoggettamento alla tassa di Concessione Governativa per la vidimazione dei libri sociali, un maggior onere per i diritti camerali annuali;
- Maggiori costi di gestione conseguenti al maggior numero di adempimenti (il nostro studio permette comunque di potersi permettere di avere un Srl con costi ridotti e per questo puoi visitare il nostro sito cliccando qui)
- In termini d’imposte occorre conseguire un reddito annuale superiore ad un certo limite per poter ottenere un beneficio (l’importo che determina il limite di cui sopra deve essere calcolato sulla base di una comparazione su dati effettivi ma, a titolo puramente indicativo, variano dai 35.000 ai 45.000 euro annui per socio)

Concludendo la Srl (Società a responsabilità limitata) è un’ottima forma societaria per iniziare un’attività che permette a chi possiede un patrimonio personale, aggredibile da parte di terzi, di limitare il rischio d’impresa al solo apporto nella società senza doversi preoccupare di rischiare tutti i propri beni.

Per approfondimenti operativi, gestionali e di consulenza puoi visitare il nostro sito cliccando qui.

Pubblicato in Società | Lascia un commento

Modello 730 Compilazione




Il modello 730 è compilabile, nella maggior parte dei casi, da parte di contribuenti che possiedono redditi da lavoro dipendente, di pensione od assimilato (es. Soci di coop., Sacerdoti della chiesa cattolica, lavoratori che percepiscono indennità sostitutive (mobilità), giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, Co.Co.Pro. etc.)

Possono utilizzare quindi il Mod. 730 i contribuenti che nel 2010 hanno percepito oltre a quelli sopra indicati:
- redditi dei terreni e dei fabbricati;
- redditi di capitale;
- redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (es. prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente);
- redditi diversi (es. redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);
- alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata.

Il Mod. 730 può essere presentato:
- al proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale per quell’anno,
- a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale).

I termini per la presentazione sono:
- entro il 2 maggio (in quanto il 30 aprile è sabato e il 1° maggio è festivo) se il modello è presentato al sostituto d’imposta;
- entro il 31 maggio se il modello è presentato al Caf o a un professionista abilitato.

Il modello 730 può essere compilato con diversi software gratuiti messi a disposizione su internet, in modo manuale utilizzando i moduli che trovate ai link qui sotto indicati oppure la compilazione può essere demandata ad uno studio professionale che si occuperà di analizzare e verificare la conformità della documentazione ed a risolvere tutti i problemi che può incontrare colui che deve occuparsi unicamente della propria dichiarazione. Il nostro studio offre un servizio on line che permette di risolvere ogni problematica a prezzi contenutissimi. Per info e prezzi puoi cliccare qui.

Istruzioni Modello 730/2011

Modello 730/2011

Pubblicato in Irpef | Lascia un commento

Modello intrastat o elenco intrastat




Il modello intrastat deve essere presentato, da parte dei soggetti IVA, eslusivamente attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle dogane od a quella delle Entrate con cadenza mensile o trimestrale (volumi superiori od inferiori a 50.000 euro/anno) e si riferisce agli acquisti o cessioni di beni, acquisti o prestazioni di servizi effettuati con operatori intracomunitari (ovvero domiciliati nei territori dell’Area Schengen.
Non esistono esenzioni per alcun importo minimo.
Attenzione dal 28/2/2011 occorrerà verificare, per poter effettuare operazioni intracomunitarie, se si è inseriti nell’archivio dei soggetti autorizzati ad effettuare le stesse  oppure no, nel cui caso occorrerà presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate. Chirichiede la partita IVA dovrà ricordarsi di comunicarlo in sede di comunicazione d’inizio attività (Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 29 dicembre 2010, Prot. n. 2010/188381)
Scadenze:
Operatori mensili: Entro il giorno 25 del mese successivo per le operazioni del mese precedente

Operatori trimestrali: Entro il giorno 25 del trimestre successivo per le operazioni del mese precedente

Riferimenti normativi e documenti
Decreto-legge del 30 agosto 1993 n. 331

Modelli ed istruzioni

Procedure:
1) Adesione ai servizi telematici dell’Agenzia delle Dogane od a quella delle Entrate.
2) Utilizzo di programmi messi a disposizione dalle Agenzie: intraweb stand alone o procedure on line

I nostri servizi INTRASTAT

Pubblicato in IVA | Lascia un commento

Linee programmatiche del Blog




Il blog dello studio Savia ha lo scopo di comunicare in termini, il più semplificati possibile, alcune novità, d’interesse comune ai navigatori, in materia fiscale, societaria, contabile. Non abbiamo la presunzione di sostituirci agli organi d’informazione e neppure ai tanti teorici del fisco e delle materie “commercialistiche” ma il nostro scopo è quello di semplificare gli adempimenti elencando in maniera pratica cosa occorre fare per assolvere ai vari obblighi di legge.

Pubblicato in Generale | Lascia un commento