Regime dei minimi




Il regime dei minimi (detto anche “forfettino), in vigore dal 1/1/2008, viene istituito con la legge finanaziaria del 2008 (legge 244/2007) con la quale viene data la possibilità ai contribuenti (persone fisiche) di svolgere l’attività semplificando al massimo gli adempimenti relativi I contribuenti che aderiscono a questo regime non sono più
tenuti a versare l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali, l’IVA e l’IRAP.
Il nuovo regime prevede l’applicazione solo di un’imposta sostitutiva del 20 per cento (5% a partire dal 1/1/2012 per i contribuenti che rispettano alcuni nuovi requisiti di cui si tratta in appresso) sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi, spese sostenute, plusvalenze e minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione.
Ai contribuenti aderenti al regime dei minimi si applica il “principio di cassa” ovvero i ricavi ed i costi hanno rilevanza nel periodo d’imposta in cui vengono incassati o pagati, novità di rilievo per i redditi d’impresa che hanno sempre rilevato costi e ricavi in base al “principio di competenza”. Questo comporta un’immediata ed integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali.
I contributi previdenziali si possono dedurre per intero dal reddito ed è ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.
I contribuenti minimi sono inoltre esonerati:

– dall’applicazione degli studi di settore;

– dagli adempimenti IVA: niente versamenti, dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri. Le fatture devono essere emesse senza l’addebito dell’IVA e l’imposta sugli acquisti non può essere detratta, trasformandosi così in un costo deducibile dal reddito. Ovviamente questo esige un’attenta analisi preventiva prima di aderire a questo regime. Il contribuente che acquista beni e li rivende a soggetti passivi IVA è obbligato a ricaricare i beni rivenduti del costo dell’IVA senza poter consentire all’acquirente la deducibilità della stessa e questo pone un limite importante; Esempio:
Acquisto bene a 100+ IVA 20; Totale costo 120. La cessione deve avvenire almeno a 120 per pareggiare il costo d’acquisto e tale importo diventa costo per l’acquirente. Ora, l’acquirente in regime normale IVA, preferirà acquistare il bene a 100 più IVA da un contribuente in regime normale anzichè da un contribuente che ha adottato il regime dei minimi in quanto il costo che andrà a sostenere è pari a 100 nel primo caso (acquisto da contribuente in regime normale) e a 120 nel secondo (contribente minimo). In buona sostanza il regime non è mai consigliabile ad esempio per i commercianti che rivendono beni ad utilizzatori professionali perchè normalmente questi perdono in termini di competitività almeno l’importo dell’IVA (che può variare dal 4% sino al 20%). Attenzione le fatture di importo superiore ad € 77,47 devono essere assoggettate all’imposta di bollo (€ 1,81)

– dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e dall’invio degli elenchi
clienti e fornitori. Gli unici obblighi per i contribuenti minimi sono quelli relativi alla numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, alla certificazione dei corrispettivi, e alla conservazione dei documenti emessi e ricevuti.

– in caso di acquisti intracomunitari i contribuenti minimi devono però versare l’IVA relativa al reverse charge conseguente all’acquisto intracomunitario e sono comunque soggetti alla presentazione dell’elenco INTRASTAT.

Per esser contribuenti minimi occorre avere un volume d’affari inferiore a 30.000 euro ragguagliati ad anno.
Altra condizione è riferita al valore di acquisto di beni strumentali che non deve superare l’importo di 15.000 nei tre anni precedenti.

Le nuove condizioni stabilite a partire dal 2012 sono le seguenti:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attivita’ di cui al comma 1, attivita’ artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
b) l’attivita’ da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attivita’ precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attivita’ precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
c) qualora venga proseguita un’attivita’ d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

Sempre a partire dal 2012 sono ammessi al regime solo coloro i quali hanno iniziato l’attività dopo il 31/12/2007 e solo per i primi cinque anni d’attività od entro il compimento del 35esimo anno di età.

Una interessante nuova disposizione che è stata emanata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate solo il 23 dicembre 2011 è che i nuovi minimi possono evitare l’applicazione della ritenuta d’acconto semplicemente dichiarando al sostituto d’imposta che i redditi corrisposti sono soggetti ad imposta sostitutiva.

Esistono diverse attività che sono escluse dal regime dei minimi: Agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633/1972)
Vendita sali e tabacchi (art. 74, primo comma del D.P.R. n. 633/1972)
Commercio dei fiammiferi
Editoria
Gestione di servizi di telefonia pubblica
Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta
Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 (art. 74, sesto comma del D.P.R. n. 633/1972)
Agenzie di viaggi e turismo (art. 74-ter del D.P.R. n. 633/1972)
Agriturismo (art. 5, comma 2, della legge 413/1991)
Vendite a domicilio (art. 25-bis, comma 6, del D.P.R. n. 600/1973)
Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (art. 36 del D.L. n. 41/1995)

Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione (art. 40-bis del D.L. n. 41/1995)

La scelta del regime dei minimi deve essere attentamente valutata per non incorrere in sorprese durante lo svolgimento dell’attività o al momento della compilazione dalla dichiarazione dei redditi. Per questo il nostro studio è a tua completa disposizione per offrirti un parere gratuito in merito alla valutazione di convenienza, inoltre possiamo assisterti nell’inizio di attività e nella completa gestione contabile. Clicca qui per richiederci un preventivo ed approfondire le possibilità che ti vengono offerte dal nostro studio.

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